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Organizzazione

Presidente: Sebastiano Tusa

Vice Presidente Vicario: Giuseppe Pippo Cappellano
Vice Presidente: Riccardo Cattaneo Vietti

Direttore: Paolo Ferraro

Consiglieri:  

Alessandro Marroni
Angelo Mojetta
Luisa Cavallo
Maurizio Chines



       
         

Probi Viri:  Francesco Cinelli
Achille Ferrero
Giuseppe Rapetti


 

 

Revisori dei Conti:   Adolfo Magrin

 

 

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LETTERA DAL NUOVO PRESIDENTE SEBASTIANO TUSA

DSC 2256Carissimi Amici Accademici,

            il Consiglio Direttivo dell’Accademia mi ha voluto eleggere Presidente del nostro prestigioso sodalizio. E’ inutile dirvi che questo riconoscimento mi ha riempito di soddisfazione e gioia poiché riguarda una gloriosa istituzione che ha avuto un ruolo fondamentale nella ormai lunga storia delle attività legate al mare ed alla subacquea in particolare. Mi ha anche gratificato poiché conferma la validità riconosciuta della mia attività in questo settore, anche se nel particolare ambito della ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso. Tuttavia è doveroso dirvi che questa carica mi fa anche un po’ paura poiché, senza falsa modestia, non sono sicuro di poterla espletare al meglio sia per i miei innumerevoli impegni lavorativi, sia per problemi di salute, sia, soprattutto, per il particolare momento nel quale ci troviamo e si trova la subacquea.

            L’Accademia ha vissuto momenti di vita gloriosi e di grande rinomanza nel nostro settore. Adesso la situazione è mutata. Le attività subacquee non hanno più quella carica di attrazione che avevano nell’epoca pionieristica della “scoperta degli abissi” e dei record. Allora era un mondo in netta ascesa dove le novità si susseguivano con cadenza ravvicinata. Oggi il tecnicismo imperante ha marginalizzato quell’alone di romantica impresa che avvolgeva la subacquea. In quel mondo potevano emergere figure leggendarie avvolte dall’imperituro omerico fascino dell’esploratore. Oggi tutto si è ridimensionato sulle coordinate di un’attività dove il fattore uomo si è ridotto ad un ruolo se non secondario, certamente fortemente influenzato da tecniche e macchinari sempre più sofisticati ed efficaci.

Non fraintendetemi! Non sono un luddista visionario. Anzi ritengo che il ricorso ad attrezzature sempre più efficaci ha contribuito a salvaguardare la vita umana negli abissi o evitando l’immersione o rendendola più sicura. Anch’io nella mia attività debbo ammettere che senza il contributo dell’elettroacustica e della robotica sarebbe stato impossibile raggiungere gli obiettivi ed i successi conseguiti.

Tuttavia queste brevi e scontate considerazioni devono farci riflettere sul ruolo dell’Accademia oggi in un mondo che non è più quello dei record e delle “conquiste”. Oggi se l’Accademia vuole continuare a svolgere il ruolo di sodalizio di eccellenze deve adeguarsi al mutamento strutturale che il mondo delle attività subacquee ha subito.

Non vogliamo che l’Accademia diventi un circolo di “combattenti e reduci” che si raccontano le rispettive epopee, Vogliamo che essa diventi, come lo fu, luogo di dibattito delle tematiche attuali e catalizzatrice di interessi attuali e legati al mondo reale della subacquea odierna. Questo non vuole assolutamente dire che si tralasci la storia. Per un archeologo ciò sarebbe blasfemo. La storia della subacquea, che s’intreccia indissolubilmente con la storia della nostra Accademia, deve continuare ad essere coltivata, divulgata e narrata in tutte le sedi. Ma se vogliamo che la “storia” della subacquea continui anche nel futuro ad intrecciarsi con quella della nostra Accademia, abbiamo la necessità di cambiare e comprendere il nuovo visitando ed esplorando attivamente i campi sterminati che l’odierna subacquea ci propone sconfinando nei vasti domini dell’elettronica, della medicina, della biologia, della documentazione etc.

Da queste considerazioni scaturisce la mia paura di non essere in grado di assolvere a questa funzione di rinnovamento. Certamente non lo potrò fare da solo. Pertanto penso che se ognuno di voi farà la sua parte ce la potremo fare. Al lavoro!

Un affettuoso saluto

Lampedusa 23 giugno 2015                                                          

Sebastiano Tusa     

 

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